Come fa il mio Smartphone a capire dove lo sto posizionando

Come fa il mio Smartphone a capire dove lo sto posizionando

18 Febbraio 2022 By daniele

Che ci piaccia o no, qualsiasi Smartphone abbiamo in nostro possesso contiene una quantità immensurabile di sensori. Certo, quelli più famosi cono le comunicazioni Bluetooth, il GPS o tutto quello che riguarda il comparto fotografico. Ma alcuni più smanettoni o che sono nel campo di Android da qualche tempo ricorderà che vi sono diversi dispositivi che possono misurare il campo magnetico, specificare delle direzioni oppure conoscere la temperatura delle batteria a tutte le ore. Per un po’ questi dispositivi sono stati sfruttati con Apps piuttosto creative, come i “Cercametalli” – ma del resto ci sono anche altre domande che seguono a questa scoperta.

La domanda generale è, appunto: come fa lo Smartphone a capire dove è posizionato, a tutte le ore, e senza bisogno d’un uso incrociato del Wifi, Bluetooth o GPS? E’ vero che questi strumenti vengono utilizzati per quantificare la distanza fra un luogo e l’altro, dal più ravvicinato (Bluetooth) fino a quello che opera più a lunga distanza (GPS). Ma ci sono dei sensori che attualmente operano ad una distanza ancor più locale, praticamente centrato sullo Smartphone stesso.

Questi sensori sono tre: l’accelerometro, il giroscopio e magnetometro.

Cominciamo perciò a spiegare cosa fanno questi sensori separatamente per ottenere perciò la posizione esatta dello Smartphone. 

  • L’accelerometro serve per identificare se il dispositivo si sta appunto muovendo in qualche particolare direzione. Il modo in cui lo fa è quantificando sempre una “gravità approssimativa” e perciò mai esatta, considerando che può rilevare il movimento probabile ma non identificare se ad esempio il cellulare viene lasciato andare improvvisamente, almeno non sul momento esatto.
  • Il giroscopio serve per rilevare dove lo Smartphone viene roteato. Quindi, nel mentre l’accelerometro può indicare il movimento e la direzione del movimento, il giroscopio può specificare il modo in cui il cellulare viene girato. Quindi se muoviamo di scatto il cellulare in avanti piegandolo leggermente a destra, l’accelerometro dirà che ci siamo muovendo in avanti e il giroscopio dirà che il cellulare si è mosso verso destra. Entrambi lavorano perciò uniti per correggere eventuali errori.
  • Il megnetometro è sempre un argomento piuttosto confuso per gli utenti. A cosa serve capire come funziona un campo magnetico? Specificatamente serve per orientare al meglio la bussola. E’ per questo che serve interpretare il campo magnetico, proprio per far funzionare quella parte del sistema che può indicare al resto dei dispositivi l’ultima direzione nota dello Smartphone. Insieme all’accelerometro e il giroscopio, può perciò specificare dove viene puntato un dispositivo. Questo crea alla fine dei conti la direzione finale e potenzialmente la distanza percorsa dallo Smartphone.

Ovviamente ci possono essere altri sensori che riguardano una miglior precisione della posizione potenziale d’un eventuale Smartphone. Questi tre sono però quelli che sono inclusi praticamente ovunque (Anche in Smartphone molto vecchi) e lavorano continuamente in tandem con i sensori più avanzati. Quest’unione di vari chip e tecnologie rendono lo Smartphone piuttosto versatile.