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Errore 500: cos’è e come si risolve

A MacBook with lines of code on its screen on a busy desk

A volte può capitare, nel mentre stiamo navigando all’interno d’un sito web. Siamo certamente abituati a vedere errori come il 404 (pagina non trovata) o magari anche il famoso 403 (accesso negato). Ma quando vediamo attualmente l’errore 500, vi è sempre un po’ di confusione. Il sito attualmente non dice molto al riguardo, o a volte anche troppo. Cosa sta succedendo esattamente, quando vediamo un errore di questo genere?

Il punto è esattamente questo: l’errore 500 è indicativo di qualcosa che è accaduto nel sito, e solo l’amministratore o il webmaster può attualmente tener conto della reale causa del problema. E’ anche possibile che l’errore sia già stato segnalato ai responsabili (non appena viene causato dalla nostra visita) e non bisognerà perciò fare nulla nell’esatto momento. Solamente se l’errore è presente anche a distanza di giorni, si deve magari cominciare a mandare qualche richiesta di supporto o fare una piccola navigazione informativa sulla rete – cercando persone che parlano dello stesso problema.Tipicamente, l’errore 500 non è causato da parte nostra. Possiamo cambiare Browser, o anche cercare di riavviare la connessione: è tipicamente un problema del server e perciò non lo si può rimuovere o cambiare a nostro piacimento.

D’accordo, non è a causa nostra: ma esiste comunque un modo per raggirare il problema? Ecco qualche soluzione che possiamo darvi in merito.

Ricaricare la pagina

L’errore 500 è buona parte delle volte temporaneo. Provate a ricaricare la pagina e controllate se questa viene naturalmente presentata nel modo di tutti i giorni. Ovviamente rassicuratevi prima che non eravate nel mezzo d’un pagamento o di qualche operazione delicata (il browser vi chiederà comunque se intendete rilanciare le informazioni). Controllate prima se tale operazione è passata nonostante l’errore 500.

Usare la cache di Google

Google è ottimo per consultare un sito che è andato offline qualche tempo fa. Conserva nella propria memoria una cache temporanea della pagina, facile da consultare da chiunque ne he bisogno.

E’ possibile aprire la pagina in Cache sia mettendo “Cache:” all’inizio dell’indirizzo interessato, che anche cercando un qualsiasi sito su Google, cliccare sulla piccola freccetta (o i tre puntini) al fianco dell’indirizzo e passare quindi a “Copia cache”.

Fate naturalmente caso che la copia cache è una parte del sito che non è completamente funzionale, non può processare ordini o pagamenti, e non può accettare il login d’un utente. Tuttavia, è utile per controllare le ultime informazioni inserite.

Usare il Wayback Machine o un sito simile

Esistono poi dei siti che vengono definiti come Archival Websites. Questi luoghi sono ideali per i nostalgici, in quanto conservano gli stati di siti che sono stati presenti sulla rete anche a distanza di 30 anni fa. Il Wayback Machine (https://web.archive.org/) è ideale anche per controllare siti che magari erano attivi qualche mese fa oppure se è stata segnalata l’archiviazione del sito (a volte il servizio lo fa automaticamente, ma non sempre). Sicuramente una buona alternativa per tornare a rivisitare il sito in questione.

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